Halima, storie di mamme prese “Per Mano” da QuBì

Nel cuore del Municipio 8 di Milano, in una sala della Biblioteca Gallaratese dedicata alla lettura dei bambini, un gruppo di neo-mamme con i loro bambini incontra con cadenza settimanale le operatrici del programma Per Mano – QuBì, dando vita a un luogo di confronto ricreativo e al contempo educativo.

Ce ne parlano in un’intervista Beatrice Radogna, operatrice di Mitades e Halima, mamma egiziana coinvolta nel progetto Per Mano QuBì, che partecipa ai cicli di incontri.

 

L’iniziativa di oggi nell’ambito di quale programma si colloca e come si sviluppa?

L’iniziativa dal titolo “Mamme per mano” è a cura di Mitades – ente promotore di percorsi di accompagnamento alla genitorialità – e si sviluppa all’interno del Municipio 8 attraverso una serie di incontri, che sono parte di “Per Mano – QuBì”.

Per Mano QuBì è una iniziativa di Save the Children finanziata da Fondazione Cariplo nell’ambito della galassia QuBi. Mitades e altre 5 realtà territoriali partner del progetto, lavorano nei diversi municipi, in collaborazione con le reti di quartiere, per intercettare, orientare e offrire supporto ai nuclei più fragili, per garantire a bambini e bambine nei primi mille giorni di vita, i diritti alla salute, all’educazione precoce e ad un ambiente sicuro e responsivo. Ad oggi, le operatrici di prossimità hanno incontrato circa 450 bambini e bambine, e per circa la metà di loro sono stati avviati dei percorsi integrati e olistici, che coinvolgono e offrono supporto alle figure genitoriali, spesso con background migratorio, nell’interazione con i servizi sociosanitari, educativi. Dal 2022 è stata formalizzata una “Comunità di cura” cittadina che promuove sia un cambiamento culturale, che il confronto di prassi e pratiche tra operatori del pubblico e del privato sociale con il comune obiettivi di contrastare le disuguaglianze a partire dai primi anni di vita.

Solitamente chi partecipa a quest’iniziativa?

Il gruppo è aperto ed eterogeneo: ci sono mamme di diverse nazionalità. Spesso si tratta di donne inviate dai servizi del territorio (es. sportelli QuBì, consultori, servizi sociali e pediatri) e con alcune di loro, in particolare, si avviano dei percorsi di sostegno genitoriale e socio-educativo. Proponiamo contenuti educativi, che permettono alle mamme di avere spunti per accompagnare la crescita dei propri bambini, spesso affiancate da esperti come la nutrizionista o la psicomotricista: cerchiamo di orientarle alle risorse del territorio, a partire da quelle presenti nelle reti QuBì e di costruire un gruppo di “pari”, tra mamme. Gli incontri sono sempre aperti a tutte le persone con bambini piccoli del quartiere: poi,uno degli obiettivi dell’iniziativa “Per Mano”, è individuare le situazioni più fragili e accompagnarle in un percorso che possa migliorarne la specifica condizione.

 

Abbiamo intervistato Halima

Come hai conosciuto le iniziative promosse dalla rete in Biblioteca?

Me ne ha parlato una mamma che vive nel quartiere e che ho conosciuto una mattina all’entrata dei bambini a scuola. Adesso, un giorno a settimana frequentiamo insieme i laboratori presso la biblioteca Gallaratese.

Raccontaci un po’ il tuo percorso di vita e familiare.

Sono egiziana e ho 4 bambini, di 3, 6, 8 e 11 anni. Siamo arrivati in Italia a luglio 2023 ed è stato tutto nuovo per noi. Oggi viviamo a casa dei miei genitori che si sono trasferiti in Italia da qualche anno. Siamo in tanti e un po’ strettini ma per ora dobbiamo accontentarci; siamo in attesa di avere i documenti per tutto il nucleo famigliare e poi potremo organizzarci meglio.

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato?

Appena arrivati in Italia ci siamo preoccupati di mandare i bambini a scuola e, ad oggi, solo Omar – il più piccolo – non è stato ancora inserito. Io per fortuna due volte alla settimana partecipo a un corso di italiano e spero di migliorare sempre più perché mi sto impegnando moltissimo. In Egitto ho studiato giurisprudenza e mi piacerebbe riuscire a lavorare in questo settore anche in Italia, non appena anche il più piccolo andrà a scuola.

Qual è il valore di queste iniziative?

Non ero mai venuta in biblioteca ed è davvero un posto molto bello, non solo per leggere. Qui posso chiedere informazioni alle operatrici di Mitades, chiacchierare con altre mamme – molte delle quali sono diventate amiche – e condividere i miei problemi per cercare delle soluzioni. Anche il mio bimbo può giocare con altri bambini, in un luogo tranquillo e con delle proposte adatte a lui.

Come stanno aiutando te e il tuo bambino?

Ci aiutano a vivere e a condividere le giornate in modo più sereno, a non stare soli a casa, ma in compagnia; frequentando questi corsi posso trascorre il mio tempo in modo più leggero, esercitandomi a parlare l’italiano. Le mie figlie più grandi appena hanno iniziato la scuola hanno riportato grandi difficoltà con la lingua e le operatrici ci hanno aiutato ad inserirle in un doposcuola gratuito promosso dalla rete QuBì Gallaratese per aiutarle nei compiti. Infine, da settembre, riceviamo anche un aiuto per fare la spesa grazie al social market di IBVA, che ci consente di utilizzare una tessera a punti per acquistare gratuitamente dei prodotti come uova, pane, verdura, carne e pannolini per i nostri bambini. Senza questa rete di supporto oggi non mi sentirei così accolta e piena di speranza.